Vini

Battista
Federico
Ginevra
Pandolfo
Pandolfo Riserva

Identità

Pandolfa si prepara a vivere un secondo Rinascimento.

La storia passata e quella presente della Tenuta si incontrano nelle bottiglie di vino.

I personaggi del Rinascimento legati alla storia della Tenuta rivivono nelle nostre etichette, e su tutti lui: Sigismondo Pandolfo Malatesta e la celebre rappresentazione che ne ha fatto Piero della Francesca. Con un linguaggio ironico e contemporaneo, Pandolfo Malatesta, la sua prima moglie Ginevra, Federico da Montefeltro (suo acerrimo nemico) e la moglie Battista Sforza si ritrovano a vivere tra colori ispirati agli anni ‘50, periodo di un importante restauro della Villa, e becchi d’uccello al posto del naso, per rendere omaggio all’opera “Calamita Cosmica” di Gino De Dominicis e all’arte italiana in generale.

L’obiettivo è l’immediata riconoscibilità: da un lato quella dei personaggi e delle opere del tempo, dall’altro quella del carattere schietto di questi vini.

Risalta così anche l’unicità di questa storia, e il modo con cui la stiamo ancora scrivendo: con slancio, entusiasmo, impegno e quel tanto che basta di leggerezza.

Sapendo da dove veniamo e dove vogliamo arrivare.

Andamento Climatico 2018

L’avvio del 2018 è stato all’insegna della continuità con l’annata 2017 registrando temperature alte e modeste piogge; la vegetazione spontanea all’avvio di febbraio, così come le piante da frutto, iniziavano la loro ripresa vegetativa con frequenti fioriture oltre che di viole anche di calendule e in alcuni campi particolarmente assolati anche ciliegi ed albicocchi.

L’inverno è arrivato nella seconda metà di febbraio con abbondanti piogge ed intense nevicate anche a bassa quota. Alcune apprensioni per il crollo delle temperature minime scese in molte zone del centro Italia sotto i -8 gradi ed in alcuni casi anche sotto i -12°C. Questi abbassamenti termici così ritardati hanno danneggiato oliveti e frutteti, rallentato l’accrescimento dei sovesci ma solo in isolati casi hanno danneggiato la vite.

I mesi di marzo, aprile e maggio si sono rivelati incredibilmente piovosi e sommandosi alle nevicate invernali hanno ripristinato le dotazioni delle falde acquifere e dei corsi d’acqua messi a dura prova nel corso del 2017, contenute le temperature primaverili senza eccessi termici ma con lunghi periodi di fortissima umidità (da anni non così intense nel mese di maggio).

La vite è arrivata alla fioritura con un forte lussureggiamento vegetativo e qualche apprensione per la peronospora, le colature fiorali e l’oidio dovute sia alle condizioni meteorologiche (pioggia e umidità) che alla difficoltà ad entrare con tempestività nei campi per i trattamenti fitosanitari e la gestione del verde.

Mediamente buono il carico dei grappoli (soprattutto laddove nel 2017 la produzione fu bassa per le brinate) eccezion fatta per i campi più stressati dalla siccità estiva 2017 (concomitante con la differenziazione a frutto delle gemme).

L’estate è iniziata all’insegna del fresco, con frequenti piogge e modeste temperature massime. L’ultima decade di luglio e le prime due di agosto hanno lasciato il posto agli anticicloni africani arrivati sulla penisola con irruenza portando a bruschi innalzamenti termici alternati da violenti acquazzoni e purtroppo anche a molta grandine.

La vite, arrivata all’estate in ritardo di circa 10 giorni rispetto alla media decennale ha vissuto lo stress termico estivo in modo differenziato, nella maggioranza dei casi guadagnando parte del ritardo accumulato e consumando gli eccessi idrici del suolo ma talvolta manifestando stress e perdite fogliari soprattutto nei campi più giovani o più esposti a sole e scirocco.

L’autunno è arrivato presto, sin da inizio settembre, regalando meravigliose escursioni termiche ed alcune apprensioni per la ripresa delle piogge che soprattutto a metà settembre, complice un rinnalzamento repentino delle temperature hanno favorito la proliferazione di Botrite e batteri.

Si è arrivati in vendemmia finalmente non in anticipo, spesso con carichi di uva maggiori del previsto per il forte accrescimento degli acini e qualche apprensione per lo stato fitosanitario ed il rischio di diluizione. Laddove le piante erano in equilibrio hanno tratto il meglio da questa stagione dalla maturazione lenta e dalle impressionanti escursioni

termiche, con minime scese nell’ultima decade di settembre abbondantemente sotto gli 8° centigradi.

L’annata si presenta interessante: non particolarmente concentrata, priva di eccessi verdi, ricca di aromi fruttati, tannini rilassati e bocche saline, a tratti ambiziosa per le similitudini con la fresca ma elegantissima vendemmia 2010.

Andamento Climatico

AWARDS

 

/ Commended medal – Decanter World Wine Award

/ Bust Buy – Falstaff Magazine

/ 2 bicchieri del Gambero Rosso – Guida Vini d’Italia

 

AWARDS

 

/ Silver medal – Decanter World Wine Award

/ Tre Tralci – Guida Vitae, Associazione Italiana Sommelier

 

AWARDS

 

/ Corona – Guida ViniBuoni d’Italia

/ 5 Grappoli – Guida Bibenda, Fondazione Italiana Sommelier

/ Tre Tralci – Guida Vitae, Associazione Italiana Sommelier

/ 2 bicchieri del Gambero Rosso – Guida Vini d’Italia